mercoledì 30 novembre 2011

Te li ricordi?



Indelebili ricordi della mia infanzia...

  Te li ricordi?
I tabelloni dei gelati Eldorado appesi fuori dai bar... 
il Magic Cola e il Piedone,  il buonissimo gelato a forma di piede, color rosa, al gusto di fragola

il Pirata della Sammontana
il Pepito e il Nembogel della Toseroni

le monete di Asterix in regalo nel tappo dell'Ergo Spalma

le Zigulì come resto in farmacia

la trottola che riportava l'1-X-2  in regalo nelle patatine San Carlo,  per compilare a caso la schedina

il Pongo e il Das 

i Trasferelli (quanti ne ho fatti!)
le scatoline delle sorpresine della mulino bianco
 
la cinghia per portare i libri a scuola invece della cartella


il crystal ball.......presente in tutte le feste, con quell'odore colloso allucinante

la girella Motta da mangiare tutta intorno
il Corriere dei piccoli con la Pimpa, il diario della Stefy e il signor Bonaventura....
i paciocchini e/o i fiammiferini di tutti i colori

le Barbie, non ancora veline, e il loro infinito guardaroba (uno dei miei giochi preferiti!)
i giochi da tavola tratti dai cartoni, della Clementoni
il subbuteo
i frizzipazzi, le polverine che scoppiano in bocca e poi diventano gomma da masticare...
le click clack spaccamani
l'orologio Hip hop alla liquirizia

Candy Candy, Lady Oscar,  Heidi e Remì
Goldrake e Jeeg robot d'acciaio
Le Charlie's angels (il mio mito), Love Boat e Happy Days con l'indimenticabile e copiatissimo Fonzie
le big babol alla fragola
il dentifricio paperino's   
le biglie di vetro per i maschietti e l'hula hop per le bambine
i robot, i videogiochi dei bar e il pac-man

MAGNUM PI e l'A-Team
i paurosi Visitors e i teneri puffi

la spuma e la cedrata (ormai, purtroppo, fuori moda)

il cubo di Rubik che fece impazzire anche i grandi

le figurine dei calciatori Panini (le faceva mio fratello)

le bici bmx

il dolce forno Harbert (se lo regali ad una bimba d'oggi ti fa una vertenza )

90° minuto e Supergulp

Il catch, altro che Wrestling! Ancora mi ricordo Antonio Inoki (colpa di mio fratello che lo vedeva di continuo!)
Ciocorì e biancorì




I mitici Jefferson e la casa nella prateria

quella grassissima ciocolata bicolore (bianca e nera) in ciotola, di cui non ricordo il nome, che se ci ripenso mi s'impenna il colesterolo

le polaroid

le mou e le orzatine che davano di resto all'alimentari vicino casa e le lotte per staccarle dall'involucro

la gomma pane per cancellare

Capitan Harlock e Mazinga

La sigla dell'Eurovisione

il going, il pallone di plastica arancione con i fili e le maniglie

Hubba bubba all'uva

lo Squalo dell'algida, il ghiacciolo che ti tingeva la lingua di blu (mai provato, ma ricordo gli altri bambini con le lingue da visitor.... )

il pallone Supertele, venduto nell'immancabile cordicella a 500 lire

le biglie per giocare al mare con le figure dei ciclisti o dei calciatori

le allegre avventure dell'ape Maia e l'invece sfigatissima ape Magà

Nata libera, Orzowei e Mork e Mindy 

il buonissimo ed indementicato Urrà Saiwa

l'ora del ciao ciao ...

Vorrei per un giorno tornare bambina!!!

 E voi, che cosa ricordate con più nostalgia?

domenica 27 novembre 2011

Il romanzo gotico: Anne Radcliffe

Il romanzo gotico
 
Genere letterario in cui prevalgono il mistero e il terrore, molto diffuso in Gran Bretagna fra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento. Sviluppatosi nell’ambito del romanticismo inglese, il romanzo gotico o “romanzo nero” dominò la scena della letteratura popolare britannica anche grazie all’enorme successo che riscontrò presso il pubblico femminile.
Il genere è costituito da romanzi e racconti prevalentemente ambientati in lugubri abbazie e castelli medievali diroccati, popolati di fantasmi e dotati di passaggi segreti. Concepito, soprattutto in origine, per suscitare spavento nel lettore, il genere è strutturato secondo schemi narrativi fissi in cui si muovono tenebrosi o demoniaci personaggi maschili che attentano al pudore di inermi ragazze virtuose. L’intrigo, infarcito di elementi legati al misterioso e al sovrannaturale, assicura invariabilmente una punizione finale dei cattivi e il trionfo della morale imperante.

Fra i suoi esponenti più noti figurano Horace Walpole, considerato il padre del romanzo gotico e dei suoi canoni fondanti (Il castello di Otranto, 1764), William Beckford (Vathek, 1782), Ann Radcliffe (I misteri di Udolpho, 1794), Matthew Gregory Lewis (Il monaco, 1796) e Charles Robert Maturin (Melmoth l’errante, 1820). Un posto a parte spetta a Mary Wollstonecraft Shelley, il cui Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818) si colloca al crocevia tra gotico e fantascienza. Echi gotici si trovano nella narrativa di Walter Scott e in Charles Dickens, e alcuni critici ne individuano tracce anche nella vicenda di Lucia e dell’Innominato nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
 
Il genere, che condivide diversi elementi tematici con la ghost story, ha conosciuto nel corso del XIX secolo numerosi intrecci con altri generi letterari, dal fantastico al romanzo d’appendice. Per i suoi aspetti misteriosi e la presenza di personaggi fatali, il romanzo gotico è considerato il precursore del moderno romanzo a enigma. Nell’uso più estensivo, il termine “gotico” definisce un’opera letteraria i cui ingredienti principali siano l’orrore e il sovrannaturale. 


Ann Radcliffe
I sui primo romanzi, Castelli di Athlin e Dunbayne (1789) e Romanzo siciliano (1790) sono stati pubblicati anonimamente. Ha raggiunto la fama con il suo terzo romanzo, Il Romanzo della Foresta (1791), un racconto ambientato nella Francia del  XVII° secolo. La sua opera successiva è I misteri di Udolpho (1794), classico esempio di romanzo gotico, grazie al quale divenne la più popolare romanziera d'Inghilterra, in cui l'eroina, Emily St Aubert, è imprigionata in una fortezza sugli Appennini da un sadico malvagio, Conte Montoni, ed è alla mercé della sua immaginazione.
Con L'italiano (o Il Confessionale dei Penitenti Neri) (1797), Ann Radcliffe realizza la sua piena statura di scrittrice. Lo dimostra non solo il migliorato dialogo e la costruzione della trama , ma il suo cattivo, Schedoni, è trattato con una insolita introspezione  psicologica. L'Italiano, romanzo celebre e citatissimo (per esempio da Jane Austen) come esempio di letteratura sentimental-orrorifica, ha al centro della trama le sinistre malefatte del monaco Schedoni. Di origine misteriosa, ma che si suppone altolocata, perfido ma non esente da una romantica malinconia, che si presume dovuta al ricordo di colpe innominabili e di passioni ormai spente, Schedoni è un demonio romanticissimo. Ed è quindi il capostipite della tradizione, tipica del romanzo anglosassone, di attribuire ogni delitto, ogni orrore e ogni mistero a un italiano.
Negli ultimi 20 anni della sua vita scrisse per la maggior parte poesia. La sua poesie (1816) e il suo romanzo postumo Gaston de Blondeville (1826), che include un buon numero di versi, sono stati pubblicati postumi.
Sir Walter Scott, l'ha definita "la prima poetessa di fiction romantica", e tra i molti suoi ammiratori sono inclusi Lord Byron, Samuel Taylor Coleridge, e Christina Rossetti.
Scrivendo nella tradizione del romanzo di sensibilità, ella ha coraggiosamente focalizzato i temi del nascente Romanticismo nelle sue storie e ha preparato la strada per il maggior talento di Scott e dei poeti romantici.

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Per chi ha ama il genere, oppure è semplicemente curioso dopo aver letto "L'abbazia di Northanger" di Jane Austen, finalmente dopo anni d'attesa, è tornato in libreria un classico esempio di romanzo gotico, nonchè una delle opere più famose di Ann Radcliffe:
 
I misteri di Udolpho
di Ann  Radcliffe
(Edizioni BUR)

Trama: Nella Francia del 1584 la giovane e sensibile Emily St. Aubert, rimasta orfana di entrambi i genitori, viene rinchiusa dalla zia Madame Cheron e dal suo compagno, il perverso zio Montoni, nel tenebroso castello di Udolpho, sugli Appennini. Solo dopo una convulsa serie di avvenimenti agghiaccianti Emily riesce a riacquistare la libertà e a ricongiungersi con il suo innamorato, Valancourt.

Considerato l'archetipo del romanzo gotico, "I misteri di Udolpho" fu pubblicato nel 1794, anno dell'ascesa e della caduta di Robespierre. Sull'apparente struttura del racconto di formazione femminile, Ann Radcliffe modella un percorso attraverso gli spazi sublimi del terrore, nei quali l'eroina si smarrisce in una vertigine noir che la conduce oltre i limiti della ragione e della natura. L'introduzione al romanzo di Viola Papetti, oltre a definire il genere gotico, racconta come la "debole mano" di Ann Radcliffe sia riuscita a trasfigurare il castello di Udolpho in una perfetta e animata macchina del terrore.

venerdì 25 novembre 2011

The Vampire e The Stefan's Diaries

THE VAMPIRE DIARIES, I ROMANZI


More about Mezzanotte. Il diario del vampiro
Il diario del vampiro. Mezzanotte

di Lisa J. Smith
(Ed. Newton & Compton)

Trama: Con l’aiuto del tenebroso e affascinante Damon, Elena è riuscita a salvare il suo amore, Stefan, e a portarlo via dall’inferno, la Dimensione Oscura. Ma nessuno dei due fratelli vampiri è uscito illeso da questa terribile esperienza. Stefan è debole dopo la lunga prigionia, e ha bisogno di molto sangue. Più di quello che Elena può dargli. E Damon, a causa di un potente incantesimo, è diventato umano. Disperato, è disposto a tutto pur di tornare a essere un vampiro. Perfino a scendere ancora una volta nei terrificanti abissi della Dimensione Oscura. Né suo fratello, né Elena, la donna della sua vita, potranno far nulla per impedirglielo…

"Mezzanotte"  è il nono volume della serie "The Vampire Diaries" originaria, ed è la prima parte di Midnight (in Italia tutti i romanzi sono stati divisi in due volumi).

In libreria dal 20 ottobre 2011.

La serie "Il diario del vampiro" è composta dai seguenti volumi:

More about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiroMore about Il diario del vampiro
Cliccate sulle copertine per leggere titoli e trame, altrimenti andate QUI


Esiste anche una serie prequel, gli Stefan’s Diaries, originariamente prevista come trilogia, a cui si sono recentemente aggiunti 3 nuovi volumi.

THE STEFAN'S DIARIES

La serie prequel, basata sulla riuscitissima serie TV "The Vampire Diaries" (ispirata dai romanzi di Lisa Jane Smith e creata dagli sceneggiatori/produttori Julie Plec e Kevin Williamson) narra le vicende dei fratelli Salvatore durante la guerra civile americana, quando conobbero Katherine e la loro vita cambiò per sempre. Il tutto dal punto di vista di Stefan.

Ecco i tre volumi che, per ora, la compongono:


Il diario del More about Il diario del vampiro - La genesivampiro. La Genesi

Trama: Un qu
aderno dalle pagine ingiallite giace in un cassetto. Elena lo trova e comincia a leggerlo. È il diario di Stefan, il suo amore… Tutto ebbe inizio alla fine del diciannovesimo secolo a Mystic Falls, Virginia. La vita dei fratelli Stefan e Damon Salvatore scorreva tranquilla tra splendide proprietà terriere e incredibili ricchezze. Un grande affetto li univa e i due fratelli erano inseparabili. Fino al giorno in cui nella loro vita comparve Katherine, una donna incredibilmente bella e dal fascino magnetico. Da quel momento tutto cambiò tra loro. Stefan e Damon iniziarono a lottare per conquistarla e inevitabilmente divennero rivali. Ma presto scoprirono l’atroce verità: gli splendidi vestiti e i luccicanti diamanti di questa misteriosa donna nascondevano un terribile segreto…


More about Il diario del vampiro
Il diario del vampiro. Sete di sangue

Trama: Elena continua a leggere il diario di Stefan, il suo amore... Mystic Falls, Virginia, fine Ottocento. La misteriosa Katherine, il primo grande amore di Stefan, lo ha tradito e lo ha trasformato in un vampiro. Ora per Stefan tutto è perduto: la sua vita è distrutta, e la sua anima dannata per sempre. Un tempo, prima che il destino si abbattesse su di loro, lui e suo fratello Damon vivevano spensierati e felici nella lussuosa dimora di famiglia. Ora invece i cacciatori di vampiri attendono in ogni angolo, assetati di vendetta. Non resta che lasciare tutto e fuggire. Più lontano possibile. Dove il male non potrà raggiungerli...



Il diaMore about Il diario del vampirorio del vampiro. Strane creature

Tram
a: Manhattan, fine Ottocento. Lasciata New Orleans dopo il terribile tradimento di suo fratello Damon, Stefan tenta disperatamente di cominciare una nuova vita. Giura che d’ora in poi terrà a freno i suoi istinti di vampiro e non farà mai più del male a nessun umano. Deciso a dimenticare tutto, si aggira in silenzio per le strade della città cercando di scomparire tra la folla…Presto però scoprirà che non può sfuggire al passato: suo fratello è già a New York, e ha grandi piani per il loro futuro insieme. Ma Damon non è il solo a cercarlo: un vecchio nemico lo attende, nascosto nell’ombra. Un nemico più potente e spietato di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
 

giovedì 24 novembre 2011

La serie "Cassandra Palmer"

Karen Chance torna in liberia  con "La maledizione delle tenebre" il quarto romanzo della sua saga urban fantasy "Cassandra Palmer Series", dal nome della protagonista.
La serie è edita dalla Fanucci editore.

More about La maledizione delle tenebreLa maledizione delle tenebre

di Karen Chance
Trama: Cassandra Palmer ha acquisito l'ambito potere della Pizia ed è ora una potente chiaroveggente, dotata di poteri straordinari, come quello di viaggiare nel tempo e nello spazio. Tuttavia, i suoi nemici non hanno smesso di contrastarla e di desiderarne la morte. La maggior parte dei suoi oppositori dotati di poteri sovrannaturali non vogliono che Cassie agisca in modo indipendente da capo-veggente e non si fermeranno davanti a nulla pur di ostacolarla. Il Senato dei vampiri ha tutta l'intenzione di sostenere Cassie nella sua posizione, ma la loro protezione ha un prezzo molto caro: l'alleanza con il sexy vampiro Mircea, che rivendica il diritto di fare sua Cassie. Ma anche i vampiri hanno difficoltà a proteggere Cassie ora che il sedicente dio Apollo, la fonte del potere della Pizia, ha in mente per lei un piano ben definito. Per salvare la sua vita e il mondo, Cassie sarà costretta a chiudere i conti con il suo creatore una volta per tutte.
  
I romanzi usciti in Italia:
Cover, trame e... piccoli commenti!

Toccata dalle tenebre
 

Trama: Cassandra Palmer ha un dono: riesce a leggere il futuro e a comunicare con gli spiriti. Ma tutto ciò la rende un bersaglio appetibile sia per i vivi che per i morti, e di conseguenza vulnerabile. Di solito i fantasmi non sono pericolosi, parlano molto e hanno voglia di sfogarsi, ma tutto qui. Il problema si pone quando un vivo si interessa a lei e ai suoi poteri... Cassandra ha sempre cercato di evitare i vampiri, ma quando il mafioso dal quale è fuggita ormai da tre anni si mette sulle sue tracce gridando vendetta, è costretta ad allearsi con un essere pericoloso e dannatamente seducente. E se decide di aiutarla non è certo per compassione. Il tempo stringe, e l’ombra dei vampiri incombe di nuovo su di lei, inesorabile. È ora di comprendere appieno la natura dei poteri occulti che tanto influiscono sulla sua vita. Sarà disposta a scendere a compromessi e ad arrivare fino in fondo nel disperato tentativo di salvare sé stessa? 

Serie "Cassandra Palmer", vol. 1

Commento: Di tutto di più!
Mi è piaciuto: ironia, avventura, un'eroina simpatica ed intraprendente, affascinanti vampiri dalla bellezza pari solo al loro potere ... però, un po' troppa carne al fuoco in certi punti! Tanti personaggi, poteri, universi... spero sia così solo perchè è il primo libro, quindi introduttivo di tutto un mondo creato dall'autrice.
Che dire di Mircea e Louis-César? Finalmente, due vampiri in grado di rinverdire i fasti di Jean-Claude prima della svolta hard Hamiltoniana e prima che quest'ultimo fosse ridotto a zerbino di Anita... che spreco! Ma questo... è un altro libro!  


More about Rivendicata dalle tenebreRivendicata dalle tenebre

Trama: Un recente lascito ha reso Cassandra Palmer l’erede al titolo di Pizia, la chiaroveggente che con i suoi poteri occulti sta a capo del mondo. È una posizione che di solito viene acquisita con anni di formazione, ma le circostanze in cui si ritrova Cassandra sono quantomeno insolite: ha tra le mani una quantità enorme di potere che ogni vampiro e mago in città vorrebbe monopolizzare o annullare, e che lei stessa non osa usare. Come se non bastasse, Cassandra ha appena scoperto che un capo vampiro davvero arrogante sta esercitando delle pretese su di lei, grazie a un potere dirompente che mette in guardia eventuali altri pretendenti, e che potrebbe anche essere all’origine dell’intensa attrazione che sente scorrere tra di loro. Ma Cassie non ne può più di essere trattata come un oggetto, e chiunque ci proverà, da ora in poi, scoprirà che lei sa essere un nemico davvero temibile... 

Serie "Cassandra Palmer", vol. 2 

Commento: Psichedelico ma bello!
Cassie è simpaticissima, i personaggi maschili superlativi, la trama è folle, ma decisamente intrigante. Libro letto in un giorno solo... vorrà pur dire qualcosa, no?! ^_^ 


L'abbraccio delle tenebre

Trama: Cassie Palmer ha ormai conquistato il ruolo di Pitia, e ora, per riuscire a liberarsi una volta per tutte dal nefasto incantesimo che la lega al vampiro Mircea, deve trovare il Codex Merlini, un antico manoscritto compilato da Merlino in persona. Trovare il Codex non è un’impresa facile: tra mappe false, labirinti sotterranei e maghi che le danno la caccia, Cassie capirà che l’unico modo per raggiungere il manoscritto è tornare nel passato. Finirà così nella Parigi del 1793 in compagnia di Mircea, e tra combattimenti mozzafiato e fughe rocambolesche farà la propria comparsa anche il mago più potente di tutti i tempi, che reclama per sé l’antico codice magico. Una volta trovato il codice però, la strada è tutt’altro che in discesa: il controincantesimo al geis non funziona affatto, e tutti quanti sembrano dannatamente determinati a mettere le mani su quel manoscritto, non ultimi la Console del Senato dei vampiri, un demone furioso e lo stesso Apollo. E quando la situazione sembra tornare alla normalità, ecco pronte nuove schiere di nemici che si preparano ad affrontare la Pitia... 

Serie "Cassandra Palmer", vol. 3 

Commento: L'ottovolante.
Giri, capogiri, adrenalina, improvvisi cambi di traiettoria, divertimento, confusione... tanta confusione. Chi ha letto questo romanzo di Karen Chance sa di che cosa parlo! La cosa singolare è che mi è piaciuto molto. E' vero, ho finito la lettura un po' intontita, o meglio, sono scesa dalle montagne russe con le gambe tremolanti e la vista sfocata, ma mi prenoto già per il quarto giro ehm...libro! Avanti il prossimo!
Giudizio complessivo:


CURIOSITA'
Il bellissimo vampiro francese, Louis-César, lo ritroveremo tra i protagonisti dell'altra serie di Karen Chance: "Dorina Basarab".
 
Dorina Basarab è una dhampir, metà umana e metà vampiro. Soggetti ad incontrollabili attacchi d'ira, la maggior parte dei dhampirs ha una vita molto breve, vissuta in maniera violenta. Finora, Dory è riuscita a mantenere la sua sanità mentale scatenando la sua rabbia su quei demoni e vampiri che meritano di essere uccisi.
Ad oggi, la serie è così composta: 
   More about Midnight's Daughter                          More about Death's Mistress
1.Midnight' s Daughter        2.Death' s Mistress

L'uscita USA del 3° vol. "Fury's Kiss" è prevista per ottobre 2012.

mercoledì 23 novembre 2011

L'Effetto Darcy

L’Effetto Darcy: perché due secoli più tardi, Mr Darcy è ancora l'uomo dei sogni


Orgoglio e Pregiudizio è stato pubblicato la prima volta nel 1813. Quasi 200 anni dopo, il protagonista romantico del romanzo, il signor Darcy, ha ancora un potente effetto sulle donne.
Quale altro personaggio della letteratura ha lasciato una tale impressione indelebile su tante generazioni di donne? Quale altro personaggio è stato onorato con spin-off, adattamenti, gruppi su Facebook, linee di abbigliamento, e, più recentemente, un feromone sessuale omonimo? C'è sicuramente qualcosa in Darcy ...
Per le ragazze di una generazione più giovane, parte del fascino di Mr Darcy è legata al celebre ritratto di Colin Firth nella miniserie della BBC del 1995. Ma il personaggio autentico, come scritto da Jane Austen, è intriso di certe qualità che hanno resistito alla prova del tempo come l'ideale maschile.
Dunque cosa c’è esattamente in questo uomo noioso, vecchio stile, e di 198 anni, che fa battere ancora i nostri cuori? Oh Darcy, come possiamo amarti? Cerchiamo di contare i modi ....
 

Il fatto del "Diamante grezzo"

La ragione per cui Darcy rimane così popolare ai nostri giorni è che egli incarna l'archetipo del "diamante grezzo": ad una prima impressione, sembra pomposo, presuntuoso e scostante. Sono le donne della sua vita (Lizzie Bennet e sua sorella) ad essere in grado di far emergere il suo lato più personale e premuroso. (Vedi anche: La Bella e la Bestia).

Il fatto di “Essere bravo in una crisi”

Tutto ciò che ognuna di noi vuole sempre in un amante, un marito, un partner, o un amico, è qualcuno che abbia sangue freddo, sia efficiente e calmo in una crisi. Quando la sorella di Elizabeth Bennett scompare, Darcy senza dire una parola salta sul suo cavallo, si reca a Londra e la trova.

Il fatto di “Non essere un cavaliere dalla scintillante armatura”

E’ importante notare che Darcy non cerca di essere presente con Elizabeth o addirittura di aiutarla nel tentativo di conquistare il suo affetto (lui mantiene il suo coinvolgimento un segreto). Non cerca di essere galante, e non sta cercando una partner che sia debole e vulnerabile. Egli vede veramente Elisabeth come sua pari.

Il fatto di “Amare e ammirare ardentemente”

Darcy non è tipo da mezzi termini o giochi di parole: dice ad Elisabeth esattamente ciò che sente su di lei. Perché lui la ama. Ardentemente. Le persone non fanno più nulla ardentemente, vero?

L'intera questione delle battute argute

La miniserie BBC ha una scena con Mr. Darcy che fa scherma, ma è lo sparring verbale in cui si impegna con Elizabeth che ha davvero fatto sospirare il pubblico. Sono perfettamente in sintonia - Elizabeth è più intelligente, Darcy è più a-il-punto. Insieme, sono fuochi d’artificio dialettici.

L'intera questione Pemberly

Guarda, se si facesse avanti qualcuno che agisse esattamente come Mr Darcy, ma fosse senza soldi, né Lizzie Bennet né la donna moderna lo rifiuterebbero. Ma il fatto che tu potresti, verosimilmente (per se stessa Jane Austen lo immaginò!) sposare il compagno ideale ed avere un palazzo? Beh, non c'è da meravigliarsi che Darcy sia finzione.
(E non c'è da stupirsi che ne siamo ancora ossessionate.)



Ho ripreso e tradotto "artigianalmente" questo simpatico articolo su Mr Darcy, se volete leggere l'originale, in inglese, andate QUI

martedì 22 novembre 2011

Lucio-ah, piccolo commento ed intervista ...

LUCIO-AH
LE STAGIONI ITALIANE NELLA
MUSICA DI LUCIO BATTISTI

di Massimo Del Papa (Ed. Meridiano Zero)

Trama: Le canzoni di Battisti sono emozioni collettive, ciascuno le assorbe a modo suo ma mai da solo. Sono momenti da vivere insieme, da cantare con la chitarra in riva al mare o attorno al fuoco. Sono sogni di gruppo, fatti per viaggiare, per amare, per conoscersi, per raccontarsi.
Battisti era tacciato di qualunquismo e persino di fascismo, perché la destra lo venerava. Ma nel covo delle Brigate Rosse di via Monte Nevoso a Milano fu trovata l’intera collezione dei suoi dischi. A quanto pare sia i fascisti che i comunisti si innamoravano con le sue canzoni. La verità è che lui ha sempre mantenuto una rigorosa separazione tra impegno politico e creatività artistica.
Massimo Del Papa parla dell’uomo e dell’artista, di ogni suo album, del sodalizio con Mogol, che come lui non si è mai rifugiato nella nostalgia del passato ma ha sempre tenuto gli occhi fissi sul presente. Racconta la collaborazione con i più importanti cantanti e musicisti, la partecipazione a Sanremo, il duetto con Mina a Teatro 10, il fallito assalto alle classifiche americane e il prematuro ritiro dalle scene. Ma soprattutto Del Papa allaccia strettamente tutto questo con lo scorrere degli anni in Italia, con i costumi, l’attualità, la politica, per mettere in luce quanto di quelle passate stagioni italiane vive nella musica di Battisti.


Commento:  Si, viaggiare... è questo quello che capita leggendo “Lucio-ah. Le stagioni italiane nella musica di Lucio Battisti”  di Massimo Del Papa, edito da Meridiano Zero ed appena uscito in libreria.

Si viaggia, dicevo, attraversando i decenni della storia italiana (dalla metà degli anni '60 a tutti gli anni '90), accompagnati dalle indimenticabili canzoni-poesie di Lucio Battisti e dalla narrazione vivida ed appassionata dell'autore che ci illustra melodie, composizioni, genio e vita di Lucio Battisti, descrivendo con efficaci pennellate gli usi ed i costumi dell'Italia che cambia, gli eventi grandi e piccoli che hanno segnato l'esistenza di noi tutti.

Ci riesce, in maniera mirabile, rendendoli vividi ricordi, od efficaci fotografie per chi non c'era, mentre parole, note ed armonie s'intersecano ai fatti e vivide fuoriescono dalle pagine, risuonandoti in mente, sfuggendoti dalle labbra, mentre ti viene da canticchiarle...

Giudizio:

Da non perdere! Lo conserverete gelosamente nella vostra libreria, per tornare ad immergervi nel flusso delle parole, degli anni che non ci sono più, delle liriche di Battisti...
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I MIEI LIBRI SONO UNO

incontro con Massimo Del Papa, autore di “Lucio – ah. Le stagioni italiane nella musica di Lucio Battisti”


C'è un giornalista – scrittore che, partito dalla cronaca nera, si è poi concentrato sulle interviste, sui fatti e misteri italiani, senza negarsi le polemiche, e poi addirittura la poesia, i reading, un portale di 8 blog collegati, insomma uno che se ne inventa sempre una. Massimo Del Papa, dopo una decina di libri tra narrativa e attualità, alcuni dei quali molto personali fin dall'autoproduzione, ha intrapreso un percorso musicale, con tre lavori nell'arco di due anni: esordisce nel 2009 con “Ti vivrò accanto”, dedicato all'opera omnia di Renato Zero, prosegue un anno dopo con “Happy”, l'incredibile avventura di Keith Richards, e, pochi mesi dopo, si ripresenta a sorpresa con un libro dedicato a Lucio Battisti. Un lavoro fortemente calato nella contemporaneità italiana tra gli anni '60 e i '90, vale a dire il periodo di attività del grande autore di Poggio Bustone. Impostazione che ha salvato Del Papa dall'effetto deja-vu, in presenza di una bibliografia su Battisti già sterminata. Abbiamo incontrato l'autore, per una chiacchierata approfondita sul suo nuovo Battisti e non solo.


È il tuo terzo libro musicale. Come mai questa attitudine per uno che si è sempre occupato di attualità, di cronaca?

Ma questa è attualità! Quando li presentano come libri musicali, io un po' me la prendo, in realtà: mi suona riduttivo. Certo, la musica è il lievito, ma diventa anche pretesto per raccontare la storia di un Paese. Questo diventa particolarmente evidente con Lucio Battisti, che credo sia stato il cronista per eccellenza del vivere quotidiano. Già avevo fatto qualcosa del genere su Renato Zero, che però era un libro sull'opera omnia, perché mi ero stufato di trovare libri mediocri, aneddotici; su Keith Richards, poi, c'è l'intento dichiarato di entrare e uscire nell'Inghilterra della ricostruzione industriale dopo la guerra. Con Battisti non esco mai dall'attualità, i suoi dischi sono giornali, sono sempre puntati sul quotidiano ed è questo il loro valore aggiunto.


C'era un progetto per questi libri, tre in successione, tutti su artisti?

Non c'era, ma si sta definendo man mano che procedo col lavoro: questi libri, che di per sé possono sembrare volumetti, brevi, diventano parti, capitoli di un lavoro complessivo - “continuità concettuale”, la definirebbe Frank Zappa. C'è stato un periodo, nel dopoguerra, di irripetibile fecondità musicale e artistica; io penso si dovesse anzitutto al fatto che questi ragazzi uscivano da un conflitto mondiale e non avevano niente da perdere, avevano una fame di vita che poteva anche sfociare nella morte, nel fallimento, ma c'era. La classica situazione da “o la va o la spacca”. Molti sono morti, ma anche a questo prezzo hanno cambiato davvero un po' il mondo. Allora l'idea è di affrontare tanti di questi campioni, uno per uno, a comporre il ritratto di una generazione e di un mondo che per una breve stagione è sembrato potersi permettere tutto. Ci sono altri progetti, già pronti o in fasa avanzata.


Torniamo a Battisti. Superfluo chiederti perché, ma lo facciamo lo stesso. Sperando in una risposta non convenzionale.

Volevo offrire il mio Battisti, e questa se vuoi è una risposta convenzionale. Non lo è però se riesco a dire qualcosa di nuovo, intento che secondo qualcuno avrei raggiunto. Allora io offro un Battisti privato, tutto intessuto sulle suggestioni. I dischi ci sono, sono oggettivi, ma personalissimo diventa il modo di metabolizzarli. Io non voglio che di Battisti resti l'icona, il totem. Voglio riportarlo ai nostri giorni, vorrei che chi lo stava perdendo di vista lo ritrovasse e chi non lo sospetta se ne appropriasse. Propositi altisonanti, che io rendo in totale umiltà: qui c'è una proposta, spero vi piaccia.

Battisti, l'antidivo, l'uomo schivo, l'orso. Come si fa a parlare emotivamente di un autore così?

Si fa, partendo dalla sua arte. E poi inoltrandosi nell'uomo. Perché sempre di quello si scrive, dell'uomo! Il Battisti antidivo, antitutto, non coinvolto politicamente, lo sradicato, quello che dice no ad ogni proposta, che si nega ai concerti anzitempo e poi ai media completamente, è anche l'uomo che sa capire, sa cantare meglio di tutti gli italiani. Grazie ad una prodigiosa alchimia con Mogol, questo non può essere mai dimenticato. Per questo io considero gli ultimi 3 album in assoluto di Battisti delle occasioni sprecate. Era svanito ogni intento di narrazione, erano suoni per qualcuno ancora rivoluzionari, con elementi di pregio, ma io non discuto questo: li contesto perché lì la freddezza dell'uomo aveva raggiunto quella dell'artista, mercè una serie di invenzioni lessicali di Panella che parevano fagocitare la musica. No, così no. Restano gli album del marchio di fabbrica, Battisti-Mogol, perché calati in contesti sociali forse più eccitanti, comunque perché credibili come documenti di coscienza collettiva. A prescindere dal valore eccezionale delle opere: ma anche don Giovanni e L'apparenza avevano quel valore. Erano, però, già cose diverse. Ma la forza particolare di Mogol-Battisti fu quella di cantare la vita per un paio di generazioni.


Tre libri musicali in due anni, due in nove mesi. Quando hai cominciato a lavorare sul Battisti?

Prima che uscisse Richards, la stesura iniziale di Battisti era già fatta. Una decina di giorni nel luglio dell'anno scorso; poi ho riscritto e completato tutto durante la settimana di Natale. Battisti avrebbe potuto uscire già all'inizio del 2011, ma sarebbe stato assurdo, con Richards fuori da appena 3 mesi. Ma scrivere per quanto mi riguarda non è un processo graduale in nessun modo: non ho mai promesso alcun lavoro, lo propongo quando è pronto o già in fase avanzata, quando sono sicuro che arriverà ad una completezza. E capita di lavorare a più progetti. Prima che uscisse Battisti era già steso il prossimo, che ovviamente tengo in attesa: di musicali ce ne sono due. Poi uno sul terrorismo, uno di racconti brevi, uno sugli animali. Questi sono già pronti. Altri sono in fase di preparazione, vale a dire che premono dentro. Ma io ho una tecnica, che è il contrario di ogni metodo: quando ho voglia di scrivere su qualcosa, la reprimo finché non si fa troppo prepotente e allora diventa fisiologico, un bel giorno, cominciare a buttar giù qualche idea, l'attacco, giusto quello. Va a finire che smetto solo all'ultima frase. Diventano maratone in cui non faccio altro che scrivere, per qualche giorno, senza smettere mai, quasi neppure per dormire. Il libro esce tutto insieme, e si compone in modo del tutto autonomo, se non contrario, all'idea di partenza. Per questo ho smesso di fare schemi, schede, mi appesantivano e non servivano, mi complicavano solo la vita. Questi libri non sono fatti per nessun altro scopo che farli, per la passione, per la smania di comunicare qualcosa. Non c'è proprio altro calcolo dietro.

Meridiano Zero come ha preso la tua proposta di un libro su Battisti, dopo altri mille che ce n'erano?

Il libro eccolo qui! Meridiano Zero ha intrapreso da alcuni anni una collana musicale, per l'appunto, ed io cerco di proporre libri non superficiali, che abbiano uno spessore anche narrativo. Perché queste sono storie di musica, ma anzitutto storie di uomini, di esistenze particolari. Le racconto a modo mio, ed è un modo deliberatamente rétro: posso dire che i precedenti sono stati accolti benissimo, anche oltre le mie aspettative, quindi andiamo avanti. Tra l'altro, Meridiano Zero fa sempre delle copertine splendide, che davvero sono il viatico ideale per questi libri. Sono, in un certo senso, libri sperimentali. Pensa ai titoli: “Lucio – ah”. A me piace tantissimo, ed è uscito praticamente il giorno prima di andare in stampa...

Ma Battisti era proprio il migliore?

Come si fa a rispondere ad una domanda simile? A certi livelli, credo non abbia più senso stilare classifiche. Per me, per la mia piccola storia personale (ma credo per quella di moltissimi), è stato uno dei migliori, uno dei necessari. I suoi album, i suoi brani si ascoltano ancora oggi, un milione di volte dopo, con la stessa freschezza, anzi trovandoci sempre qualcosa di nuovo, che era sfuggito. Patrimoni di idee, di invenzioni, di gusto, di intuizione, di artigianato. Questo per me è il genio. E scrivo sempre di quelli ai quali sento di dover qualcosa, quelli che mi hanno arricchito la vita. Senza certi artisti la mia strada avrebbe preso altri percorsi, sicuramente più noiosi. In un certo senso, io scrivo spinto da certe suggestioni, dalle musiche che ho ascoltato, dai dischi che mi hanno fatto crescere, che mi hanno reso, in bene e in male, quello che sono. Sono certo che senza questi artisti non sarei qui a scrivere oggi. C'è chi come retaggio ha altri scrittori, io ho questi autori di musica popolare e meravigliosa. Allora, i miei piccoli libri sono un tributo, l'unico ringraziamento che posso permettermi. Battisti se n'è andato troppo presto, Richards non lo incontrerò mai, Zero non ho mai avuto occasione. Non fa niente, lì ci sono i miei libri, quello che penso e la mia riconoscenza. Che non si nega le critiche, perché altrimenti non sarebbero onesti. Questi libri non servono a cambiarmi la vita, sono i loro protagonisti che me l'hanno cambiata.  

lunedì 21 novembre 2011

Punto e a capo

E' ufficiale splinder chiude i battenti, oggi è apparsa la scritta che da gennaio spariranno i blog sulla piattaforma. Pare che ci daranno modo di salvare l'archivio, chissà... intanto, è difficilissimo visualizzare i blog già da oggi!
Mi sento defraudata di anni di parole e immagini, di amicizie virtuali e commenti... ma alla fatica improba di un trasloco, ho preferito mettere un punto a capo e ricominciare qui, su blogger.
In attesa di orizzontarmi con la nuova piattaforma e di ritrovare i miei amici di pc, see you soon!

Finchè si vede ancora, potete trovare tutti i  miei post,  fatti dal 2005 sino ad oggi,  su http://standingintherainbow.splinder.com/